Lignaggio Reiki ed i Chakra

17.09.2020

Nell'insegnamento di tradizioni esoteriche, mistiche o spirituali, il lignaggio è sempre stato curato e opportunamente diffuso. Pur essendo di notevole importanza anche nel Reiki di tradizione giapponese, nel Reiki occidentale invece viene spesso sottovalutato, diventando un concetto di difficile interpretazione. Il lignaggio Reiki dimostra la propria discendenza sino a Mikao Usui o di altri Maestri Giapponesi. Questa documentazione quindi può dare certezze, visto il prolificare di stili Reiki molto ambigui e di maestri che si definiscono tali, con scarsa formazione avuta o addirittura autoproclamata. Purtroppo, soprattutto nel Reiki, succede proprio questo. Il lignaggio dimostra anche che si terrà fede agli insegnamenti originali avuti. Questo non limita il professionista o lo studente. Esso limita solo l'insegnamento e solo nel modo in cui la conoscenza viene trasmessa. 

I chakra non facevano parte degli insegnamenti originali del Reiki, ma sono stati aggiunti successivamente ai vari stili che sono nati in America nella metà degli anni ottanta.
Molti Master, tradizionali e non, insegnano i chakra come componente importante del sistema Reiki. Tuttavia il Reiki non richiede tecnicismi rispetto ai chakra e solo alcune scuole non tradizionali indipendenti insegnano anche tecniche particolari quali l'apertura e la chiusura dei chakra, se il "vortice" gira in senso orario piuttosto che in senso antiorario, pratiche New Age e pendoli per determinare "la rotazione" di un chakra e così via, come aggiunta alla tecnica Reiki vera e propria. 

 Il Reiki e le discipline terapeutiche alternative

Tra i suoi fautori si afferma che il Reiki possa essere usato nel trattamento di praticamente tutte le malattie e disturbi conosciuti. Quando affiancato ad altre terapie naturali ed allopatiche, ne migliorerebbe l'efficacia.

Il Reiki secondo chi lo pratica avrebbe l'effetto di migliorare i risultati del trattamento medico globale, agendo in modo da ridurre gli effetti collaterali di eventuali farmaci, ridurre il tempo del trattamento, ridurre o eliminare il dolore, ridurre lo sforzo e contribuire ad aumentare un senso generale di ottimismo, che gioverà alla cura nel suo complesso.

Il Reiki, inoltre, secondo i sostenitori, può essere abbinato alla medicina tradizionale così come altre medicine alternative che tengono in considerazione la salute della persona da un punto di vista olistico quali l'Agopuntura, lo Shiatsu, l'Omeopatia, i Fiori di Bach, Aromaterapia, Aurasoma, Medicina ayurvedica e con la Cristalloterapia.

La malattia vista dal Reiki

Seguendo il punto di vista olistico, nel Reiki si afferma che la malattia, in qualsiasi forma si presenti, non è altro che la manifestazione sul piano fisico di uno squilibrio energetico. Secondo questa visione, traumi, incidenti, alimentazione, eventi atmosferici, situazioni ambientali, danno origine a dei blocchi energetici e alle malattie.[46] Il Reiki ha come scopo quello di rimuovere questi blocchi energetici, ristabilendone il flusso, ristabilendo l'armoniosa interazione tra mente e corpo.

L'evento esterno, secondo questo punto di vista, può al massimo partecipare come concausa nella produzione di uno specifico sintomo, ma il conflitto nasce sempre nella psiche dell'individuo. Il dolore è l'informazione preposta alla conservazione della vita, in quanto informa la persona e il suo organismo della presenza di uno squilibrio.

Malattia e squilibrio secondo il Reiki

Affermano i seguaci del Reiki che quando l'energia vitale non fluisce regolarmente all'interno del corpo umano seguendo il giusto ritmo, si parla di squilibrio energetico. La funzione principale del Reiki è quella di ristabilire questo equilibrio, e di permettere alla salute, alla vitalità ed alla felicità di manifestarsi liberamente. Le emozioni positive come la felicità, il buon umore, l'amore, la pietà, la tranquillità e l'appagamento sono qualità energetiche molto pure.
Secondo i praticanti il Reiki, quando vengono provate queste emozioni, si sta generando energia positiva. Le emozioni negative come la preoccupazione, la paura, il terrore, l'avversione, la rabbia, l'avidità, la bramosia, l'invidia sono energie molto dense e pesanti che richiedono grandi quantitativi di energia e di lavoro per circolare e sostenersi, tendendo ad infettare le altre persone con cui vengono in contatto (come fanno anche le emozioni positive).

Secondo i dettami del reiki, anche sul piano biologico esiste un nesso molto forte tra questi sentimenti negativi e la malattia. La rabbia , ad esempio, ha una forte ricaduta sul corpo umano ed in particolare sul fegato, sulla cistifellea e sul sistema cardiovascolare. La preoccupazione cronica, innesca dei processi di autodifesa che inducono la produzione di cortisolo, artefice di riduzione delle difese immunitarie e di una maggiore gittata cardiaca.

Ecco dove, secondo gli allievi, il Reiki agisce. Comincia ristabilendo la pace e l'equilibrio nella mente e nel corpo.
Ristabilendo questo equilibrio e raggiungendo la "guarigione spirituale" anche il corpo ne avrà beneficio.


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